Storia

ORIGINI

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I più antichi documenti sulla fabbricazione della Birra appartengono alla civiltà sumerica. Su tale attività pare esistesse un controllo diretto da parte dello stato, non soltanto per motivi di ordine fiscale, ma anche perchè la produzione di Birra, essendo alternativa a quella dei farinacei, ricavabili dalla stessa materia prima, è una produzione elastica, modifiabile di anno in anno secondo le esigenze complessive della popolazione, in base all'abbondanza o alla scarsità dei singoli raccolti. Altre testimonianze antiche si trovano in Mesopotamia, Egitto, III milennio a.C.. Un'indiretta conferma ci viene dalla presenza della Birra presso popoli di diverso sviluppo tecnologico (i Niloti la ricavano dal miglio; nel Borneo e nelle Filippine è prodotta per fermentazione del riso). La civiltà greca e quella romana non conobbero se non in modo assai marginale l'uso della Birra, contraponendosi alle civiltà nord-europee che avevano in essa la bevanda più diffusa.

 

 

MEDIOEVO

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Nell'Alto Medioevo la fabbricazione della Birra si svolgeva nell'ambito dell'economia domestica: case contadine e urbane, abbazie, aziende regie. A iniziare dai secoli centrali del Mediovo, la fabbricazione della Birra uscì progressivamente dall'ambito domestico e dall'autoconsumo, soprattutto nelle città, dove si afermarono apposite corporazioni che controllavano le varie fasi di tale attività (p.e., a Parigi gli statuti della coprorazione dei fabbricanti della Birra risalgno al 1268). Fino al Tardo Medioevo, la Birra fu aromatizzata con varie erbe, come la genziana, la salvia, la lavanda, l'assenzio, il coriandolo; con spezie, come lo zenzero; con la pece o la resina. Questi aromi, mescolati a cereali di volta in volta diversi (orzo, frummento, avena, spelta, ecc.), davano origine a bevande assai diverse fra loro. Diverse erano anche la consistena, assai più densa e pastosa dell'attuale, e la gradazione generalmente più alta. Dal XV secolo l'impiego del luppolo si generalizzò, soppiantando a poco a poco le altre erbe aromatiche e parallelamente venne diffondendosi l'uso del termine Birra nei dialetti volgari , distinto dalla tradizionale denominazione di cervisia, cervogia.

 

ETA' MODERNA

birra oggiLa birra prodotta fino al secolo scorso era sempre ottenuta mediante la fermentazione alta, ma nell'ottocento furono iniziati studi sui lieviti (nel 1883 E.C. Hansen isolò il saccharomyces carlsbergensis, oggi il più usato per far fermentare il malto) che permisero l'introduzione della bassa fermentazione. L'introduzione dell'impianto frigorifero nella produzione permise di produrre birra secondo il metodo lager (che richiede temperature di 4-10 °C) anche nella stagione estiva. Questo procedimento oggi è largamente il più usato per produrre birra. Anche il lavoro di Pasteur (Étude sûr la bière, 1876) è di notevole importanza perché partendo da questi studi lo scienziato francese introdusse il processo di "Pastorizzazione" per l'eliminazione dei microrganismi oggi indispensabile nella preparazione delle bevande.

Il consumo nel XX secolo aumenta ancora tanto che l'industria, per porre fine alla dipendenza da materia prima straniera (infatti durante il primo conflitto mondiale la produzione di birra praticamente cessa), impianta le prime culture di orzo da birra e inaugura le prime malterie. I consumi salgono tanto (3,5 litri a testa nel 1925) che i produttori di vino spingono per far approvare varie leggi per contrastarne il consumo: la legge Marescalchi del 1927 impone l'utilizzo del 15% di riso cosicché la qualità ne risente; è introdotto un dazio straordinario di 40 lire per ettolitro; può essere venduta solamente al dettaglio in bar, birrerie e trattorie.Tutto questo comportò una forte crisi del settore con la chiusura di diverse fabbriche e forti licenziamenti.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale il consumo torna nuovamente a salire e nel 1950 sono raggiunti i livelli produttivi del 1925 (1.550.000 hl). Per tutti gli anni cinquanta comunque la birra è vista come una bevanda dissetante al pari di aranciate e gassose e quindi il suo consumo si concentra nella stagione estiva. Con gli anni sessanta finalmente la birra entra negli usi alimentari dell'italiano. Il progresso scientifico si vede anche nei metodi di distribuzione della birra: nel 1964 in Germania sono usati per la prima volta i fusti di acciaio più facili da pulire e da trasportare.